Una donna in età matura e molto attraente, sposata con uno scrittore molto più vecchio che la venera, recupera da una cesta impolverata la sua vecchia tesi di laurea sul Beato Angelico, ritira dalla banca una ingente somma, chiude il conto, comunica al marito la decisione d trascorrere qualche giorno di riposo nella loro casa di campagna, scaraventa la sua auto da un cavalcavia e scompare definitivamente.
Iniziano le ricerche sul suo ritrovamento. Ma l’ultimo libro di A. Camilleri “Noli me tangere” come ci avverte l’autore stesso non è una inchiesta poliziesca sulla scomparsa di una donna ma piuttosto un percorso psico-terapeutico sottile e avvincente che porterà a svelare la natura complicata ma molto affascinante di Laura, ed anche le cause che la porteranno a compiere determinate scelte esistenziali, tanto da trovarsi infine al cospetto di una vera rinascita (diremmo resurrezione forse…) più che una scomparsa.
Laura è una donna fragile e indomita, cresciuta in un vortice di instabilità e insicurezza, combattuta da una ansiosa bramosia nel concedersi anche impudicamente e senza scrupoli per avere ragione di un corpo impaziente e passionale a scapito di uno spirito perennemente inquieto e disamorato. Si riconosce in pieno nel sofferente personaggio femminile di una commedia di T.S. Eliot “Cocktail Party” anche lei trattenuta nella sua condizione di solitudine, incapace di avere una relazione affettiva con le altre persone, sempre alla ricerca di un esauriente piacere e di una sostanza mai raggiunta, in quanto flebile, indistinto, che non lascia traccia: “uno stato ignoto al risveglio. Ma che cosa, o chi, ho amato, o che cosa in me stava amando, io non lo so”.
Come tutte le donne di Camilleri ingegnosa ed altera, (incredibilmente somigliante ad Adele, protagonista femminile di un suo precedente libro “Il tailleur grigio”) giudicata dall’universo maschile come volubile, superficiale, dilapidatrice, si trascina in questa contraddizione perenne, incapace di definire completamente i contorni esatti del suo identikit, che invece le si mostrano improvvisamente nella stesura del romanzo che ha appena finito di scrivere; un romanzo simile ad una autobiografia romanzata, uno strumento impietoso di autoanalisi in cui Laura si riflette in un profilo deprimente e fallimentare. Nella sue bozze dattiloscritte trova la chiara e tremenda consapevolezza del suo disagio e della sua sofferenza che nessun altro le aveva saputo indicare: lei non si riconosce in quel vissuto, non si piace specchiarsi in quella donna insoddisfatta e angustiata, che dona amore ma non lo trattiene.
Proprio quando sembrava perdersi e annullarsi in un continuo distorcimento esistenziale riprende in mano il suo destino decidendo di trasferire tutti i suoi averi ad una associazione umanitaria che aiuta a sopravvivere le tribù amazzoniche del Brasile, indirizzando la sua vita di testimonianza del nulla verso un progetto del bene assoluto, uscendo dall’ossessione misera e indistinguibile della sua esistenza per donarsi alla vita degli altri, stipulando un patto di riappacificazione con se stessa.
Il titolo del libro descrive, trattenendolo, il percorso di questa trasfigurazione: Noli me tangere è un affresco del Beato Angelico ripreso e dipinto per secoli da numerosi altri artisti che raffigura Maria Maddalena sconsolata ed incredula alla vista del sepolcro vuoto e l’istante in cui Gesù appena risorto le si rivela. Maria Maddalena gli tende le mani estasiata per abbracciarlo mentre Gesù ritraendosi quasi la respinge pietosamente: Noli me tangere sembra dire. Viene catturato nel dipinto il gesto delle mani anelanti, che si cercano, si bramano ma non si toccano, si possono appena sfiorare; non mi toccare, non mi trattenere perché il mio corpo resuscitato non è più in mia compagnia, non mi appartiene più, ora puoi riconoscermi attraverso il segno della mia redenzione, della mia testimonianza evangelica, della mia nuova vita.
Le parole del Vangelo sono illuminanti:
…tu mi possiedi dentro di te senza saperlo, perciò mi cerchi al di fuori. Allora ti apparirò all’esterno, per riportarti nel tuo intimo e farti trovare nell’interno quello che cerchi fuori.
Non toccarmi...perché non sono ancora asceso al Padre: tu non hai ancora creduto che io sono eguale, coeterno e consustanziale al Padre. Credi dunque questo e sarà come se mi avessi toccato.
Così riappare Laura, al di fuori del mio corpo, e delle sue angosce e tribolazioni, sarò completamente felice e finalmente sazia. Un invito forse a ripensare e riflettere sulle travolgenti quanto fuorvianti amenità della condizione umana, non accettarne gli impulsi, le voluttà, gli intrighi e le passioni effimere, la corsa onnivora della seduzione divoratrice, e solo per il capriccio di tenersi sempre svegli e compiacenti ma risultando perennemente inadeguati, colti nell’atto velleitario di riempire il grande vuoto.
Invece questa donna a dispetto del mondo che l’ha frequentata, biasimandola e vezzeggiandola al contempo, decide di accettare per sé una sfida ed una cura rischiosa ma risolutiva pur sapendo di tradire le aspettative e le pretese di molti, il loro inutile e mistificante sguardo protettivo. Un suo ex spasimante, poi respinto, le aveva scritto: “tu sei il deserto, il vento fa scomparire le orme appena stampate sul tuo corpo”. Se guardiamo invece il disegno di Noli me tangere del Beato Angelico, anziché la polvere del deserto vediamo disegnata un’oasi lussureggiante piena di piante e di colori bellissimi. Il deserto è diventato un giardino.

